1) Che cosa significa la vostra squadra per la
vostra città?
Manfred Zanotti: La nostra zona, il
comprensorio della Bassa Atesina, è ad altissima
densità hockeistica, dunque ogni città
si identifica nel suo team, e anche da noi è
così. Siamo il punto di riferimento per la cittadinanza,
e la gente di Egna ci segue sempre anche se per quest’anno
siamo “ospiti” del Caldaro, in attesa della
nostra nuova Arena. È tangibile questo interesse
dal fatto che, i giorni dopo le partite, in città
l’hockey sia il primo argomento nelle conversazioni
di tante persone. Poi da noi ci sono i derby, che sono
molto importanti: il più sentito è quello
con il Caldaro, essendo la città più prossima
a noi, ma anche con l’Appiano sentiamo grande
rivalità.
2) Che cosa significa il vostro logo?
Manfred Zanotti: La
nostra “oca selvaggia” deriva dal fatto
che il vecchio campo, quello scoperto in via Roma dove
abbiamo giocato per molti anni e dove è si è
iniziato a conoscere l’hockey a Egna, sia nella
zona detta Gänseplätzen (dal tedesco il “posto
delle oche”). Qui negli anni 50 c’era una
zona di campagna e un piccolo laghetto, dove c’erano
delle oche. Da questo fatto c’è stata l’ispirazione
per il logo della squadra.
3) Chi è il più forte giocatore che
abbia mai indossato la vostra maglietta, secondo il
dirigente Manfred Zanotti?
Manfred Zanotti: Secondo me il migliore
è stato Drahomir Kadlec. È arrivato nel
2003, ed è rimasto con noi per tre stagioni.
Il suo curriculum parla da solo, ha giocato in Cechia,
Finlandia, Germania, ha trionfato ad un mondiale con
la sua nazionale. Insomma, un campionissimo che ha giocato
101 partite con la nostra maglia mettendo a segno 138
punti. Secondo me, il più forte straniero mai
visto il Serie A2.

Questa foto è di Thomas Stimpfl
4) Cosa fate per i giovani? Come lavorate con loro?
Manfred Zanotti: Qui ad Egna abbiamo
sei squadre, dall’under 8 fino alla 20, ma dall’under
13 in su collaboriamo con l’Ora. Possiamo contare
su circa 130-140 ragazzi, che negli ultimi anni ci hanno
regalato grandi soddisfazioni, vincendo l’under
12 e la 16. Praticamente quasi ogni anno riusciamo a
portare in prima squadra qualche talento, e per una
società piccola come la nostra questa è
la base di tutto. Siamo “costretti” a farci
i giocatori in casa, e devo dire che ci stiamo riuscendo
abbastanza bene, contando che ci sono anche nostri ex
ragazzi che stanno giocando all’estero (Canada
e Repubblica Ceca), sintomo questo che la nostra scuola
insegna bene come giocare a hockey.
5) Un suo commento sulla stagione
in corso e sul vostro obiettivo? (al 29 ottobre 2009,
Egna con 2 vittorie e 6 sconfitte in campionato per
6 punti)
Manfred Zanotti: Abbiamo avuto una
partenza decisamente difficile, è inutile negarlo.
Questo perché qualche straniero non ha giocato
al meglio delle sue possibilità, mentre diversi
italiani hanno avuto la preparazione funestata da qualche
infortunio. Questo mese di ottobre posso dire di avere
visto i ragazzi lavorare molto duro, e qualche soddisfazione
è certamente arrivata. Ora ci sarà questa
importante pausa del Campionato, sono pronto a scommettere
che al ritorno sul ghiaccio la nostra squadra sarà
ancora più in palla e pronta a dare battaglia
a tutti, grazie ai dieci giorni di assestamento in più
nelle gambe. L’obiettivo della stagione sono le
semifinali del campionato, sono convinto che abbiamo
tutte le carte in regola per arrivarci.
6) Cosa ci può dire della
vostra nuova casa?
Manfred Zanotti: Innanzitutto voglio
esprimere la grande felicità mia e di tutta la
società al pensiero di avere un palazzetto moderno
e confortevole. I lavori sono iniziati circa 10 giorni
fa e dovrebbero terminare verso metà agosto del
2010, al più tardi per ottobre, e il nuovo impianto
sorgerà vicino al Lido di Egna, nella zona già
dedicata ad altri campi sportivi. La stagione 2010-2011
verrà certamente giocata nel nuovo palazzo del
ghiaccio, che porterà un’infinità
di miglioramenti per tutti. Sarà costruito sulla
falsariga di quello di Appiano, con la possibilità
di accogliere circa 1500 persone. Ci saranno 8 spogliatoi
e sarà dotato delle migliori strutture possibili
per una società del nostro livello, mi sento
di dire che dall’anno prossimo la situazione della
squadra cambierà radicalmente.
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