1) Che cosa significa la vostra
squadra per la vostra città?
Massimo Traversa :
Avere una squadra di hockey a Torino secondo noi è
molto importante per diversi motivi. Innanzitutto il
fatto di essere una metropoli porta diversi vantaggi,
a partire dalla ricerca degli sponsor in una città
con così tante attività, per passare alle
potenzialità relative al numero di appassionati
che è possibile attrarre alle partite. Inoltre
le Olimpiadi Invernali del 2006 hanno lasciato una splendida
impiantistica, che è rappresentata sia dalla
nostra casa, il PalaTazzoli, sia dal PalaVela, utilizzabile
per i grandi eventi e attrezzato come le migliori arene
europee. A livello societario stiamo avviando tutta
una serie di partnership, ad esempio con le squadre
di basket o pallanuoto, che vorremmo migliorare per
permettere agli appassionati di seguire partite di diversi
sport a prezzi convenienti o con qualche agevolazione.
La strada è lunga ma certamente l’idea
è ambiziosa, si può con certezza dire
che dopo il calcio l’hockey e la pallacanestro
siano gli sport più importanti a livello cittadino.
2) Che cosa significa il vostro logo?
Massimo Traversa:
La nostra identificazione con Torino parte già
dal nome, in quanto abbiamo voluto inserire “Real”
per ricordare il glorioso passato della nostra città,
che è stata Capitale d’Italia dal 1861
al 1865, nonché sede della casata Reale dei Savoia.
Il nostro logo è il simbolo del Piemonte, e lo
abbiamo scelto per una completa identificazione territoriale.
3) Chi è il più forte
giocatore che abbia mai indossato la vostra maglietta,
secondo il vice-Presidente Massimo Traversa?
Massimo Traversa: Nonostante lo abbiamo
visto sul ghiaccio solo poche volte sinora, credo che
a livello assoluto un giocatore come Patrice Lefevbre
non si sia mai visto a Torino. È uno dei migliori
talenti presenti in questa Serie A2, con un curriculum
d’eccellenza alle spalle e ancora tante voglia
di giocare. Ora è fermo per un infortunio, ma
speriamo di recuperarlo il prima possibile.

4) Cosa fate per i giovani? Come lavorate con loro?
Massimo Traversa:
Il settore giovanile è uno dei fiori all’occhiello
della nostra società. Abbiamo fatto in modo che
l’altra società hockeistica di Torino (l’Ice
Club Draghi) si unisse a noi per rafforzare a vicenda
i settori under, e così ora possiamo contare
su circa 280 tesserati dall’avviamento all’under
20, un numero certamente importante. Questa scelta è
stata fatta per poter lavorare meglio e con più
forze, in una fase della crescita importantissima per
chi vuole formare nuovi campioni. Posso con certezza
dire che i risultati, sia numerici sia qualitativi sono
molto soddisfacenti, e il nostro sogno sarebbe quello
di regalare alla città il primo Scudetto giovanile
del suo hockey. Bene vanno anche le collaborazioni (sempre
relative alle varie categorie giovanili) con l’Hockey
Como e la nostra squadra femminile, che ha esordito
in questa stagione in Serie A e ha subito raggiunto
il terzo posto al termine della stagione regolare.
5) Un suo commento sulla stagione in corso e sul vostro
obiettivo? (al 25 febbraio 2010, Real Torino sul 2 pari
nel quarto di finale playoff con il Gherdeina, dopo
aver chiuso la stagione regolare al quinto posto e il
gironcino di seconda fase al terzo)
Massimo Traversa: Sin dallo scorso anno stiamo
viaggiando con obiettivi precisi e con la politica dei
piccoli passi. Nella scorsa stagione infatti volevamo
raggiungere i playoff e “impostare” una
squadra che avrebbe reso la vita difficile a tutti,
e ce l’abbiamo fatta. Quest’anno abbiamo
migliorato ancora la nostra situazione, con una stagione
regolare assolutamente di livello, dove avremmo potuto
fare anche qualche punto in più commettendo qualche
errorino di meno, ma certamente i nostri ragazzi sono
stati già bravi così. Il doppio dei punti
rispetto alla scorsa stagione all’ingresso dei
playoff, il miglior penalty killing della A2, tutti
meriti che vanno dati ad un gruppo che è stato
unito e concentrato sin dall’inizio della stagione.
Adesso che siamo nei playoff vorremo provare a passare
il primo turno e ad arrivare nelle semifinali, ma sappiamo
che non è facile. Un passo alla volta e arriveremo
in alto anche noi.
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